Pequod Reviews
“il post rock firmato Dresda: la malinconia va al potere”
Sentire Ascoltare n.54 [Aprile]
“una scrittura che fa della lentezza un marchio di fabbrica e dell’intensità una questione di vita o di morte”
“five impressive post-rock tracks, awakening emotions and passion”
“They are not afraid to keep the listener guessing”
“..an extraordinary mass of sounds covering the minimal genre with a combination of dark emotional riffs..”
“Dresda, vento, sturm und drang”
“chitarre dolenti, come il trascinarsi di una vita in una città di cattedrali in rovina”
“convince sotto l’aspetto dell’esecuzione, e per forza dell’impatto, anche emotivo”
“procede a basso regime, spesso e volentieri colpendo alla pancia”
“difficile riaversi da questa catarsi dell’anima e dei sensi”
“sturmundrang sordo ed umorale”
“una malinconia palpabile pervade tutto”
“La musica dei Dresda è adatta a far da colonna sonora di un film, poichè sembra una successione di fermo-immagini in bianco e nero”
“..il disco si conclude con un pezzo della lunghezza quasi Sunn O))) per dare una rivangata finale alle macerie del rock..”
“..se il cinema è l’arte di evocare fantasmi, Pequod ne risalta l’inconsistenza, anche so con classe”
“..essenziali, poco dispersivi, passionali e precisi, silenziosi ed esplicativi, musica forte e leggera, profonda ed estroversa. Ottima.”
“We Are The Superfunkers!” Reviews
Sentire Ascoltare [n.52 pag.103]
“Più che post rock, malinconie strumentali concepite per pellicole struggenti”
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